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Primo Maggio al Castello di Drena
[04/04]

La festa del Primo Maggio nel Castello di Drena (Trento) giunge quest’anno alla sua quarta edizione. Si tratta di un appuntamento che negli anni ha saputo svilupparsi e crescere fino a diventare, con le sue quasi duemila presenze, una delle maggiori manifestazioni musicali della Provincia di Trento. Dal primo pomeriggio e fino a notte fonda, nel surreale contesto dei ruderi del castello di Drena, posizionato sulle sponde della valle del fiume Sarca a metà strada tra il lago di Garda e Trento, suoneranno ininterrottamente una decina di gruppi musicali e nel contempo si esibiranno artisti di strada, d.j., percussionisti, acrobati e mangiafuoco. Quest’edizione, che intende sviluppare quanto cominciato l’anno scorso con la presenza di Daniele Sepe, vuole proporsi quale occasione di fusione di linguaggi musicali diversi: il rock con la tradizione ed il folclore, l’hip hop con il jazz, la world music con l’improvvisazione sperimentale, il beat con la musica ska, in un unico messaggio di solidarietà, impegno e coinvolgimento. Il concerto prenderà inizio alle 14 sul Palco delle Scuderie con l’esibizione di Fabrizio Zucchelli (chitarra), seguito dalla formazione trentina degli “Stone Martens”. A metà pomeriggio hip hop corner e per proseguire, con il crepuscolo, pura improvvisazione melodica con gli “Qoelet” (violino e chitarra) e concerto blue come sax de “La Gerontocrazia”. Con il buio, tra i fuochi che volano, dijeridoo, percussioni e chitarra finger picking con i “Seda Seda” e numerosi special guest fino a notte fonda.
Sul prato antistante il Palco della Lizza, animazione e giochi per bambini e adulti fino alle 16 con la danza terapeuta Sonia Migliorati e per proseguire, il concerto degli italiani “Giù il Cappello”, formazione di punta nel panorama della musica etnica e folcloristica nazionale e degli italo-scozzesi “The Hormonauts”, mitica band di rockabilly che la scorsa estate ha aperto il concerto italiano di Manu Chao.
A seguire, l’intero castello si trasformerà in una onirica sala da ballo con il lungo dj set della Cosmopolitan Greatings.
Nel corso della manifestazione, sarà possibile degustare alcuni piatti tipici della nostra tradizione locale, tra i quali polenta con peverada (salsa piccante a base di pepe) e carne salada.
Partecipano e contribuiscono alla riuscita della manifestazione, oltre che la summenzionata associazione culturale Mercurio, i comuni di Drena e Dro, la Cassa Rurale di Arco-Garda Trentino, numerose altre realtà che con il proprio operato da anni fungono da stimolo alla crescita della vita associativa e culturale del nostro territorio, tra le quali Cosmopolitan Greetings, Casa della Pace Alto Garda e Ledro, CGIL del Trentino, Action Now, Emergency, ecc.. L’ingresso è gratuito. Necessaria tessera associativa [mercurio] disponibile sul ponte levatoio del Castello a 5 euro.

Programma

1/5/2004 -

Concerti live, performance artistiche, maghi, mimi e giocolieri. Birra, vino, polenta e fagioli. Nel castello dalle 13 alle 2.

1/5/2004 - Giù il cappello

“GIU’ IL CAPPELLO” Palco della Lizza, ore 17 Formazione che propone musiche originali di propria composizione riconducibili al genere folk, brani tradizionali di varia provenienza dal nord al sud Italia e dell'est europa, riproposti con nuovi arrangiamenti che richiamano altri generi (rock, blues e jazz), e alcune cover di cantautori o gruppi che hanno prestato particolare attenzione a questo tipo di contaminazioni. Filo conduttore di tutte le musiche proposte è la dimensione popolare, giocosa e divertente e il coinvolgimento del pubblico chiamato a ballare e a partecipare attivamente. Il gruppo è nato nel 1999 dall'unione di musicisti provenienti da diverse esperienze musicali. tali esperienze hanno arricchito e influenzato gli arrangiamenti, in cui spicca una singolare carica ritmica. GIU' IL CAPPELLO si rivolge quindi ad ogni età e riesce a coinvolgere anche un pubblico solitamente estraneo alla musica popolare. Gli strumenti utilizzati sono infatti sia "moderni" (basso elettrico, batteria, kazoo…), sia tradizionali (fisarmonica, chitarra battente, percussioni…). Nel luglio 2003 è uscito VOLI DI DITTERI, primo cd di GIU' IL CAPPELLO, prodotto dalla casa discografica ETHNOWORLD di Milano, distribuito in Italia e all'estero. Earth Festival 2003, Vlasti (Greece) Duzce Festival 2003, Duzce (Turkey) Festambiente 2000-2001, Rispescia (Grosseto) Ferrara Buskers Festival 2000-2001-2002-2003, Ferrara Isola Folk 2000-2001-2003, Suisio, Bonate Sotto and Solza (Bergamo) Mercantia 2000, Certaldo (Florence) Bloom di Mezzago (Milan), 2000 and 2002 Novara Street Festival 2002, (Novara) Messaggerie Musicali (Milan), 2003 Cico Bar of Cooperativa Chico Mendez (Milan), 2003 Feste dei popoli 2000-2001-2003, Desio and Cassano d’adda (Milan) Solidar rock 2002, Cassano d’adda (Milan) I “Giù il Cappello” propongono esemplari intrecci di folk, rock, roots che a volte assumono toni kombat, altre volte più concentrati sulla ricerca musicali, arrangiamenti strumentali, incursioni sonore che richiamano a stili etnici-popolari provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. È proprio vero: questa band dà l’idea di un carrozzone nomade itinerante, senza origine e allo stesso tempo figlia di ogni luogo: si potrebbe immaginare i Giù il Cappello suonare in un mercato arabo, ad un matrimonio ebraico al grido di “Yoshke Yoshke”, mentre i novelli sposi rompono il tradizionale bicchiere nel tovagliolo, oppure tra gli ulivi della campagna salentina, mentre si svolge l’annuale raccolta tra una pizzica e un sorso di “mieru” (vino). Il loro album “Voli di Ditteri” rappresenta la concretizzazione discografica di un progetto iniziato anni fa dal combo pioltellese, il quale si proponeva come una vera banda di strada: alcuni episodi di questo disco come la “Lipa Mamirca” (danza friulana), “La Brunetta” (canzone popolare pavese), Giufà (brano tratto da un racconto di Leonardo Sciascia), erano già presenti in un demo prodotto alcuni anni fa che ha visto i GILC esibirsi ogni qual dove, dalle sagre paesane, al Busker Festival di Ferrara, fino ad essere ospiti di due rassegne internazionali di musica folk come l’Earth Festival di Vlasti (Grecia) e il Duzce Festival di Duzce (Turchia). Le vere perle di questo disco sono quelle di manifattura Giù il Cappello. “La Rosa de Piultell” è definibile come una vera posse lombarda, con il cantato in dialetto racconta appunto della lotta della Signora Rosa che non vuole essere cacciata dalla sua cascina. Il rocambolesco e strampalato tango di “Strango”, invece, ci fa sprofondare in sensazioni sonore d’ innaturale incertezza. Essenziale in tutto questo il ruolo della fisarmonica, tra le note del tango argentino a quelle della canzone francese come nell‘assolo conclusivo di “Ratt Paris“. Non possono mancare riferimenti alla cultura italiana in termini di canzone d’autore: “Camaleonte” infatti rappresenta la chiave di volta del disco e omaggia felicemente tutto quel repertorio musicale moderno del nostro paese (da De Andre‘ a Vecchioni).

1/5/2004 - The hormonauts

“THE HORMONAUTS” Palco della Lizza, ore21 Ci vuole poco per captare la natura del rock'n'roll proposto dagli Hormonauts, una banda di ribelli che gioca con l'ironia e lo sberleffo, suona con l'energia del punk-rock, ma non tralascia perizia tecnica ed un certo gusto nella scelta degli arrangiamenti, dando vita ad una produzione in bilico fra tradizione fifties, echi country, ruggenti chitarre elettriche e qualche trovata inusuale. E' proprio quest'ultimo il segreto della band italo-scozzese: si presentano nella classica formula a trio con la chitarra funanbolica di Andy MacFarlane, il contrabbassoelettrico di Sasso Battaglia e la batteria di Paolo Peddis, guardano con irriverenza al passato rockabilly, ma rileggono il genere con un'attitudine fresca e di grande compatezza sonora. cosa suonano di tanto favoloso gli Hormonauts? Psychobilly, certo, ma non solo. La strumentazione e l'estetica sono indiscutibilmente quelle, anche lo stile e le sonorità coincidono a grosse linee con il mood di formazioni come Stray Cats, Mad Sin, Tiger Army e Nekromantix, ma i Nostri vanno oltre, tanto oltre quanto forse mai nessuno prima aveva osato fare. Eh sì, perchè al solito blend di rock'n'roll, punk e rockabilly caliginoso i tre iniettano cospicue quantità di surf, lounge, pop, beat, ska, rocksteady, boogie, country, swing, tango, atmosfere caraibiche e persino qualcosa che assomiglia in maniera sospetta al lìssio romagnolo! Il sound del nuovo album degli Hormonauts,"Mini-skirt",è indubbiamente piu' vario e coinvolgente del precedente "Hormone hop" uscito nel 2001 per laVoodoo Rhythm di Lightning Beat-man.In questi due anni,la banda è cresciuta,curando maniacalmente sia la fase compositiva che la produzione del nuovo lavoro. Il risultato è un suono molto pulito e accattivante:"Abbiamo impiegato parecchio tempo per registrare e produrre il nostro nuovo disco.siamo rimasti in studio praticamente da maggio fino a ottobre,supportati egregiamente da Enrico Zavalloni dell"Atomic Studio,che ha suonato anche l'Hammond,il Farfisa e il Moog in sei pezzi" ci spiega Sasso,contrabbassista della band."Il lavoro è stato svolto in modo meticolosisimo e con calma assoluta, mettendo estrema cura in tutte le fasi di realizzazione e stando attenti ad equilibrare l'uso delle tecnologie analogiche e digitali. Siamo amanti del'bel suono' e il disco è venuto fuori proprio come volevamo che fosse".Amalgamando magistralmente la lezione di cinquant'anni di rock'n'roll,il trio licenzia una dozzina di canzoni dalla marcata impronta punkabilly,fondendo pero' anche generi apparentemente distanti come ska,mambo,beguine: "Non ci sentiamo legati a nessuno stile musicale in particolare,anche se il background fifties è innegabile. I pezzi che suoniamo sono frutto dei nostri ascolti musicali,che vanno da Django Reinhardt fino ai Misfits. Pensiamo di aver assorbito tutte le sfumature migliori di questi grandi artisti, arrivando a suonare quello che noi chiamiamo "hormonbilly". Proprio gli ormoni, infatti, sembrano essere il filo conduttore dei testi dell'intero album: "Beh,l'ormone è alla base della nostra vita! La mattina quando vai a prendere il caffè, cerchi di renderti piu' bello per la barista perchè, in definitiva, tutto gira intorno a 'quella' e per noi è una grande fonte di ispirazione! Insieme da quattro anni, gli Hormonauts sono un progetto nato per caso:"Incontrai Andy,il nostro chitarrista e vocalist, mentre faceva busking"prosegue Sasso. "Stava suonando un pezzo di Johnny Cash,riconobbi la chitarra che viaggiava a mille sulle note di 'Folsom prison blues' da due chilometri di distanza. Mi avvicinai a lui e, dopo avergli fatto la cospicua offerta di cento lire, lo invitai a provare insieme a me e a Paolo, il batterista con il quale suono da circa sedici anni, per vedere cosa ne sarebbe uscito fuori. Da li è nato il gruppo".Il trio crede molto nelle potenzialita' del nuovo album:"Confidiamo tantissimo in Mini-skirt', proprio per questo ci siamo affidati a Kappa per le registrazioni; il connubio Ammonia-Hormonauts ci sembra vincente e la voglia di fare bene è salita a mille! E'una delle poche label italiane a poter garantire al nostro CD la giusta visibilita'grazie ai suoi canali didistribuzione;vendere qualche disco ci aiuterebbe a saldare una parte i debiti che abbiamo contratto in questi anni e a salvarci la vita: sulla testadi Andy pende una taglia messa dagli strozzini!".E progetti per ilfuturo? "Partiremo in marzo per un tour promozionale che ci terra' impegnatiper diverso tempo;suoneremo al Summer Jamboree di Senigallia e poi gireremoun video.....Insomma,il testosterone viaggia come sempre a mille!" Speciale Punk" ROCK SOUND a cura di Armando Autieri

1/5/2004 - Palco delle scuderie

PALCO DELLE SCUDERIE 14>02 Fabrizio Zucchelli “Tutu” chitarrista e musicista eclettico (chitarra finger picking) “The Stoned Martens” rock ciclico, chitarre sovrapposte, echi e ritorni Radiohead. Hip hop corner “Qoelet” improvvisazioni e avanguardia melodica, ricami di violino su chitarra e candele “La Gerontocrazia” orchestra di ricerche melodiche, come sax blue “Seda Seda”+ “Simone Chiesa” + special guest didjeridoo, percussioni, chitarre, fuochi volanti

1/5/2004 - Palco della lizza

PALCO DELLA LIZZA 14>02 Fino alle ore 16 giochi e animazioni per bambini e adulti con Sonia Migliorati “Giù il Cappello” pura contaminazione tra musica popolare, folclore, rock, blues e jazz ”Cocktail corner” dj set per conciliare la cena col tramonto “The Hormonauts” rock'n'roll, punk e rockabilly, ma anche surf, lounge, pop, beat, ska, rocksteady, boogie, country, swing, tango, atmosfere caraibiche e persino qualcosa che assomiglia in maniera sospetta al lìssio romagnolo! “Cosmopolitan Greatings” dj set pertrasformare il castello in balera e far danzare anche i sassi


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