È in arrivo «La Panda e 'l Lupo»
Il nuovo monologo che sto allestendo s'intitola «La Panda e 'l Lupo».
Di cosa parla? Parla del mio rapporto con l'automobile, nella fattispecie con le automobili che, nel corso della mia esistenza, mi sono passate per le mani. Però lo faccio sempre di striscio, o meglio, non intenzionalmente. Dovrei dire con studiata confusione. Il pretesto è quello di raccontare qualcosa. Si va sul palcoscenico, di solito, con quest'intenzione, no?
Ecco però che, mentre affronto una storia, se ne insinua all'improvviso un'altra e, mentre narro quest'altra, se ne affaccia una terza e così via… Comincio ed interrompo per iniziare qualcos'altro che sarà troncato a sua volta, inseguendo una serie di lampi, collegamenti e processi mentali che si accavallano l'un l'altro senza tregua. Ci sono delle persone che fanno così quando vogliono raccontare qualche cosa e, sinceramente, fanno andare un po' in ansia. La domanda che sorge spontanea in chi ascolta di solito è: "Ce la faremo a venirne fuori? Potrò tornare a casa entro oggi? Rivedrò i miei cari?"
Nel caso de «La Panda e 'l Lupo» io forzo questo congegno, per mostrarne tutta la fragilità e, al tempo stesso, la macchinosa (è il caso di dirlo) costruzione. È un giochino ad incastro che dovrebbe - almeno nei propositi - ottenere un risultato affabulatorio divertente. Non preoccupatevi: anche se tardi, arriverò alla conclusione di tutti gli episodi iniziati.
Ma, direte, che c'entra il lupo? C'entra, c'entra…
In ognuno di noi, dicono gli psicologi, dorme una bestia nera pronta a mostrare le zanne quando le occasioni lo provocano. Ho detto dorme, perché giace nei meandri più nascosti della nostra psiche e non ama farsi notare. Eppure sappiamo tutti che il più mite automobilista può repentinamente trasformarsi in belva ringhiante secondo la composizione chimica del traffico, del clima, della pressione atmosferica o delle gomme e… della luna. Purtroppo le cronache ci hanno abituato ad episodi anche tragici, in proposito, ma io mi fermerò un momento prima. Il lupo dunque è dentro di noi e, se provocato, può vedere Cappuccetti Rossi o Tre porcellini dappertutto.
Già, perché proprio dalla lettura di una di queste fiabe parte il disquisire su fauna e flora automobilistiche e mi verrebbe da dire: da che pulpito. In effetti, il sottoscritto non è il più qualificato a parlare di motori e di macchine, considerato che fino a qualche anno fa pensavo che la valvola a farfalla fosse un coleottero. Però guido e ho avuto delle macchine, adoperate preferibilmente per portarmi da A a B.
Tutto il resto l'ho sempre considerato superfluo. E la Panda? Beh, adesso non posso raccontarvi proprio tutto.
di Andrea Castelli tratto da www.andreacastelli.it
|